Come illuminare correttamente gli ambienti della casa

Quantità e qualità della luce per illuminare gli ambienti della casa

Illuminare gli ambienti della casa

Immaginare la cucina, pensarne lo stile, i materiali, i colori, vuol dire pure immaginare il modo in cui sarà illuminata. La luce va considerata, infatti, al pari degli altri elementi che compongono l’ambiente più amato della casa.

La sala da pranzo e tra gli spazi più complessi da illuminare perché il più specialistico di tutta la casa, il luogo dove si svolgono molteplici funzioni, per alcune delle quali è importante non sbagliare con la luce. È fondamentale, infatti, avere la giusta luce sui piani di lavoro ma anche illuminare adeguatamente piatti e pietanze, esaltandone i colori senza tuttavia abbagliare ed evitando forti contrasti. In breve, bisogna trovare il giusto connubio tra quantità e qualità del flusso luminoso.

Una buona illuminazione parte sempre dalla luce naturale

Questa permette di percepire al meglio i colori, forme e dimensioni. A essa va accostata quella artificiale, proveniente da differenti punti e con funzioni diverse: lo scopo è ottenere flussi luminosi armoniosi, evitando fastidiosi coni d’ombra ma anche la sovra-illuminazione. L’illuminazione della cucina va organizzata per piani di luce, affiancando tre livelli complementari: la luce d’ambiente, la luce funzionale e la luce d’accento. 

Lo scopo è ottenere una buona prestazione visiva (dipendente dalla quantità di luce nell’ambiente) assieme a un elevato benessere visivo (dipendente dalla qualità della luce e da come influisce sulle emozioni e percezioni). La luce generica (o d’ambiente) deve illuminare la stanza in misura strettamente sufficiente, magari con una fonte luminosa indiretta e dall’alto. Lampade da appoggio, faretti spot o applique porteranno poi la luce necessaria a illuminare gli ambienti della casa e i punti specifici.

Illuminare gli ambienti della casa con la luce funzionale

Dopo aver pensato alla luce d’ambiente ci occupiamo di quella funzionale, che sarà fondamentalmente di tipo diretto. Faretti orientabili, strisce led o spot integrati alla cappa di aspirazione illumineranno direttamente le superfici di lavoro consentendo la comoda preparazione dei pasti. Bisogna produrre un flusso di luce abbondante e diretto (ma sempre evitando un effetto abbagliante), scegliendo sorgenti luminose di buona qualità (con CRI – indice di resa cromatica – > 85) per restituire, senza alterarli, i colori di alimenti e pietanze. È molto importante la temperatura della luce (o tonalità) che dovrà essere neutra, ossia intorno ai 4000 gradi Kelvin. Consigliamo di evitare in cucina, e soprattutto sul tavolo da pranzo e sulle superfici di preparazione dei piatti, luci tendenti al giallo aranciato (temperatura calda) o al blu (temperatura fredda), che potrebbero risultare fastidiose agli occhi e generare ambienti freddi e impersonali.

Le luci funzionali dirette, anche quando di tipo direzionale, possono produrre sui piani ombre che possiamo eliminare inserendo sotto i pensili delle strisce luminose. Bastano un paio di centimetri per montare un sottilissimo binario di alluminio su cui attaccare una strip-led dall’intensità desiderata. La tecnologia a led torna utile pure per illuminare l’interno di pensili e cassettoni così da individuare a colpo d’occhio ciò che vi teniamo dentro. Bisogna solo avere l’accortezza di predisporre un collegamento elettrico dietro i moduli, altrimenti bisognerà sperare di poter utilizzare le prese esistenti.

L’illuminazione del tavolo da pranzo

Un discorso a parte va fatto per l’illuminazione del tavolo da pranzo punto cui dobbiamo far coesistere caratteristiche tecniche con aspetti estetici e simbolici. L’illuminazione sarà di tipo funzionale ma prediligeremo corpi illuminanti che producano un cono di luce morbida, filtrata da un diffusore opalescente. Il flusso luminoso sarà sufficiente a Illuminare e valorizzare i colori e i contrasti delle pietanze senza però risultare affaticante per gli occhi. Ma l’illuminazione della tavola e anche occasione di arredo, perfetto per creare un punto focale. Se si sceglie un lampadario, ad esempio, dovrà essere un segno che indichi il punto della casa dove ci si raccoglie per momenti di quotidiana intimità, a colazione o mentre gustiamo una cena la sera.

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L’illuminazione sempre più presente negli ambienti cucina

Un piccolo accenno, per concludere come illuminare gli ambienti della casa, a un tipo di illuminazione sempre più presente negli ambienti cucina: la luce d’accento. Il modello cucina-sala da pranzo, inteso come spazio separato dal resto della casa, ha lasciato il campo ad ambienti aperti e comunicanti in cui si trovano raccolte le funzioni della cucina e quelle del Living senza una netta distinzione. È auspicabile allora creare la giusta atmosfera che giochi con luci accessorie (in questo caso anche più calde, dal colore ambrato), che illuminino aree specifiche o particolari arredi e diventino protagoniste dello spazio quando le funzioni strettamente legate alla preparazione e degustazione dei piatti è stata assolta. Faretti spot, lampade da tavolo, strisce led nascoste alla vista sono tra i dispositivi più idonei a trasformare la cucina in un accogliente zona relax.  

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